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[ 11/01/2010 ]
Ora a Montecampione si vuole voltare pagina
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BRESCIA OGGI - lunedì 11 gennaio 2010

IN VALCAMONICA. Novità «esplosive» dall’assemblea dei residenti

Ora a Montecampione si vuole voltare pagina

Un nuovo Statuto per la gestione del comprensorio ma Alpiaz e i due sindaci annunciano già battaglia

A Montecampione si cambia; almeno a proposito dello Statuto. Il complesso di norme che dal 1978 guidava la gestione del comprensorio sciistico della bassa Valcamonica è stato infatti considerato superato dall'assemblea dei residenti. Tanti, troppi i cambiamenti da allora a oggi; a partire dal ruolo di Alpiaz spa, che della stazione turistica è stata promotrice e anima, e che pesava per il 30% in qualsiasi scelta su Montecampione.
Oggi molte sue proprietà sono passate di mano; è nato un nuovo complesso residenziale, la Splaza; il Tar ha dato ragione alla spa nel contenzioso col Comune di Artogne per la costruzione di altri 40 mila metri cubi a quota 1200. E in tutto questo si è inserita l’imposta comunale sugli immobili, ma senza che la gestione dei servizi locali fosse gestita direttamente dagli enti pubblici.
I nuovi assetti richiedevano quindi un nuovo Statuto, che garantisse pagamenti e peso nelle scelte consortili in proporzione alle quote di possesso immobiliare dei residenti, e che tendesse a far capire ai comuni di Artogne e Piancamuno che la gestione dei servizi pubblici dovrebbe toccare a loro, visto che incassano l’Ici.
Ora però, i contrasti tra i vertici del triangolo Consorzio-Alpiaz-comuni, che sembravano quasi sopiti, col nuovo testo potrebbero ripartire. All’assemblea dei residenti del 6 gennaio se ne è avuto sentore: Federica Caporossi per Alpiaz ha fatto sapere che pur condividendo alcune linee del nuovo testo (vedi il passaggio della gestione della strada ai comuni), ritiene che la modifica «presenti elementi di contrasto col diritto e che sia un atto non legittimo».
Da parte loro, i sindaci di Artogne e Piancamuno hanno precisato per iscritto di ritenere il nuovo Statuto «non accettabile, perchè prevede per loro obblighi non contemplati dalla legge e dalle convenzioni urbanistiche».
Nelle nuove norme, approvate con 666 mila milionesimi di quote, Montecampione viene definita parte integrante delle frazioni di Acquebone e Vissone, e si esclude la possibilità che «al suo interno siano edificati in futuro altri immobili», salvo l’obbligo «di imporre la partecipazione al Consorzio stesso per i relativi cespiti immobiliari». Ai Comuni fa certamente comodo affidare la gestione del comprensorio al Consorzio, ma accetteranno di far sottostare l’autonomia e le scelte dell’ente pubblico a condizionamenti esterni?
Distinguo se ne sono sentiti anche in assemblea, con alcuni residenti che hanno chiesto di eliminare le clausole che prevedono lo scioglimento automatico del Consorzio in caso di revoca, anche parziale, di alcune deleghe alla gestione dei servizi: «Non possiamo rinunciare a una risorsa che garantisce una gestione efficiente - è stato detto - a fronte dell’indifferenza finora dimostrata da politici e comuni verso questa località».
Una linea di pensiero diversa da quella del Comitato, che nel consiglio di amministrazione del Consorzio ha piazzato sei dei nove consiglieri previsti. «Con le modifiche vogliamo che i comuni non facciano scelte che non tengano conto del fatto che Montecampione è gestito da noi - ha spiegato Giuseppe Lanna -, e che gli stessi enti pubblici si prendano la responsabilità del loro territorio, salvo affidare una delega completa al Consorzio stesso».
Ora non resta che aspettare la reazione dei municipi, e vedere quale ruolo potranno svolgere nel Cda i tre consiglieri eletti da Alpiaz, che si dice siano stati scelti per cercare di favorire migliori relazioni con Artogne e Piancamuno.

Domenico Benzoni

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